Le migliori opere di Picasso

Tramite: O2O 27/06/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

L'arte contemporanea si compone di diverse correnti. In riferimento al movimento artistico cubista, le prime figure che ci vengono in mente sono Georges Braque e Pablo Picasso. Quest'ultimo in particolar modo ha segnato in maniera significativa un'epoca in cui il Cubismo era la tendenza predominante. La sua produzione artistica è davvero vasta. Ciascuna delle opere di Picasso si colloca in uno specifico contesto. Qui di seguito andremo ad analizzare le migliori opere di Picasso, osservandone attentamente lo stile compositivo. I dipinti di questo autore sono davvero tanti, e tutti molto intensi. In questa sede prenderemo in esame i più famosi, o comunque quelli che hanno riscosso maggior successo.

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La vita (1903)

Una delle migliori opere di Picasso, ancora lontana dai canoni tipici del Cubismo, è "La vita", un olio su tela risalente al 1903. Questo splendido dipinto, in cui il colore dominante è il blu, si colloca per l'appunto nel cosiddetto "periodo blu" di Picasso. Dopo la morte di un caro amico, Picasso ha iniziato ad utilizzare il blu come unica tinta nei propri quadri. Come ben sappiamo, il blu rimanda alla tristezza, è un colore freddo e talvolta cupo. Picasso lo impiega nella sua produzione artistica dal 1901 al 1904. "La vita" è uno dei migliori esempi di questa inquietudine interiore. Il quadro raffigura un gruppo di persone. Un uomo abbraccia la sua compagna mentre avviene uno scambio di sguardi con una donna che tiene in braccio un bambino. Al centro di questo tacito dialogo tra i due gruppi di figure (posti in primo piano) si scorge una coppia, probabilmente. Il dipinto nasconde in sé una forte simbologia e appare di difficile interpretazione. L'amore di una coppia e quella di una madre per il proprio figlio incarnano entrambi la vita intesa come percorso sentimentale che comprende anche il dolore. Quest'ultimo concetto viene rappresentato dalle figure sullo sfondo. Interpretando il quadro, pare che il volto dell'uomo sia quello del caro amico defunto di Picasso, ovvero Carlos Casagemas. L'opera viene attualmente custodita presso il Museum of Art di Cleveland.

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Famiglia di saltimbanchi (1905)

Immediatamente successivo al "periodo blu", si sviluppa il "periodo rosa" di Picasso. Questa nuova fase vede uno stravolgimento del colore. I toni freddi e cupi del blu cedono il passo al calore delle tinte rosee. Le tematiche si alleggeriscono notevolmente rispetto al periodo precedente. Picasso recupera un po' di spensieratezza, celebrando la vita circense attraverso un'opera davvero significativa, la "Famiglia di sltimbanchi". Anche in questo caso possiamo osservare un gruppo di persone, immortalate in una scena di vita quotidiana. Come ci suggerisce il titolo, si tratta di un nucleo familiare molto particolare, composto da figure circensi. Dai costumi, possiamo notare che ciascun personaggio svolge una precisa funzione. Vi sono anche due figure giovanili, un bambino vestito di azzurro e una bambina abbigliata come fosse una ballerina o una piccola funambola. Il gruppo dovrebbe apparire unito, invece possiamo scorgere tante individualità, che traspaiono dagli sguardi di ciascuna figura. Per realizzare questo bellissimo olio su tela, Picasso si ispira per l'appunto al circo. Egli sfrutta la sua esperienza come spettatore del Cirque Médrano di Montmartre per restituirci l'immagine di acrobati, giullari e saltimbanchi. L'opera si trova attualmente custodita presso la National Gallery of Art di Washington.

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Les demoiselles d'Avignon (1907)

Una volta superati il periodo blu e quello rosa, Picasso va a stravolgere nuovamente il suo stile pittorico. A questo punto egli inizia ad avvicinarsi in modo sempre più evidente al Cubismo vero e proprio. La visita presso il Trocadero gli fornisce la giusta ispirazione per realizzare "Les demoiselles d'Avignon". In quest'opera Picasso si fa precursore di un'avanguardia che avrebbe investito un periodo relativamente breve del Novecento, ma al tempo stesso molto intenso. Analizzando la composizione del quadro, possiamo distinguere cinque nudi femminili. Nel ritrarre i visi di alcune delle donne, Picasso utilizza l'esperienza avuta al Museo Etnografico, nel quale egli ha potuto ammirare la bellezza delle maschere africane. Due delle cinque donne hanno infatti il volto nascosto da due maschere di questo tipo. Le corporature di tutte le ragazze subiscono invece i primi effetti della tendenza cubista. Possiamo difatti notare l'irrompere di figure geometriche simili a cubi e trapezi. Il classico contorno sinuoso viene abbandonato in favore di una scomposizione della realtà. Gli elementi cubisti diverranno poi maggiormenti evidenti nel decennio successivo. "Les demoiselles d'Avignon" è un dipinto ad olio di 243,9 x 233,7 centimetri e si può ammirare visitando il Museum of Modern Art di New York (conosciuto come MoMA).

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I tre musici (1921)

Quando il Cubismo prende finalmente piede, si riflette fortemente nella produzione artistica di Picasso. Una delle sue opere migliori è senza alcun dubbio "I tre musici". Questo dipinto quadrangolare si ricollega alla fase del Cubismo sintetico, in voga negli anni '20. I soggetti rappresentati sono due maschere della tradizione popolare italiana, affiancate da una figura ecclesiastica. A partire da sinistra, possiamo facilmente riconoscere Arlecchino, Pulcinella e un monaco francescano. Ciascun personaggio si trova a suonare uno strumento. Arlecchino imbraccia un violino, tenendolo sulla spalla destra. Con la mano sinistra impugna invece l'archetto. Al centro, Pulcinella suona il clarinetto consultando lo spartito che si trova dinanzi. Infine il monaco, che è la figura più difficile da intepretare, usa la propria voce come strumento. Di questo capolavoro esistono due versioni, che si differenziano l'una dall'altra per la disposizione dei personaggi. L'altro dipinto raffigura Pulcinella sulla sinistra con il clarinetto e Arlecchino al centro con la chitarra, mentre la figura del monaco si trova sempre alla nostra destra. Questa versione pare nasconda un riferimento a due amici di Picasso, ovvero Guillaume Apollinaire e Max Jacob. Con entrambi egli condivideva la sua passione per la musica. Il dipinto si trova, insieme a "Les demoiselles d'Avignon" al MoMA. La sua versione meno famosa, la seconda che abbiamo citato, si può invece ammirare al Museum of Art di Philadelphia.

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Guernica (1937)

L'opera più famosa in assoluto di Picasso, che merita di stare tra le migliori, è "Guernica". Il dipinto racconta la Guerra Civile spagnola secondo il punto di vista del pittore, che viveva a Parigi da qualche anno. Il quadro è piuttosto grande, infatti misura 3,49 x 7,77 metri. Il governo repubblicano spagnolo commissionò l'opera a Picasso, in occasione dell'Esposizione Universale di Parigi. Come ci suggerisce il titolo stesso, "Guernica" rappresenta la devastazione portata dal bombardamento della cittadina basca da parte dell'aviazione tedesca e italiana. Il lancio della bomba sui civili portò a conseguenze terribili, causando la morte di molti abitanti, tra cui donne e bambini innocenti. Il dramma di questo evento ci viene raccontato da Picasso con un'enfasi davvero accentuata. Possiamo percepire l'urlo di dolore delle vittime e al tempo stesso il silenzio della morte in ogni singolo tratto di questo straordinario dipinto cubista. Il dolore si rende ancora più straziante mediante l'utilizzo di toni cupi come il nero e il grigio. L'opera si trova attualmente presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, dopo una lunga permanenza, fino al 1981, presso il MoMA di New York.

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