Le secessioni: Klimt e Schiele

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Introduzione

In storia dell’arte, il termine Secessioni indica la diffusione di determinati stili artistico-architettonici, che si sviluppano in Germania ed in Austria, tra la fine del ‘800 ed i primi anni del ‘900.
L’inizio di questo movimento culturale è segnato dalla cosiddetta Secessione Viennese (Wheiner Secession). Nel 1896, un gruppo di 19 artisti decide di allontanarsi dai canoni dell’Accademia di Belle Arti, per dare origine ad un’associazione autonoma, che ha sede nel Palazzo della Secessione Viennese. Basandosi sulla concezione dell’opera d’arte totale (Gesamtkunstwerk), fondano nel 1898 la rivista Ver Sacrum.
Tra i nomi più illustri del movimento, spiccano Gustav Klimt, Egon Schiele ed Otto Wagner. In questa guida, vi esplicheremo le nozioni fondamentali che mossero alla nascita delle secessioni e ne delucideremo i principali aspetti in campo pittorico.

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Occorrente

  • Un buon libro di storia dell'arte
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La Vienna austro-ungarica di fine ‘800 è una delle capitali più colte e raffinate d’Europa. Intellettuali come Freud e Musil e musicisti come Schonberg e Mahler contribuiscono ad incrementare la diffusione di cultura, in un ambiente ricco ed elegante che, però, sarà destinato ad una fine imminente.
Proprio in questo clima, affonda le sue radici la secessione, con il suo ideale del Gesamtkunstwerk.
Espressa, in particolare, nelle opere di Klimt e del suo allievo Schiele, consiste in una forma d’arte finalizzata alla fusione delle diverse espressioni artistiche. Quindi, la pennellata diventa scrittura, il colore si trasforma in suono, le figurazioni grafiche dominano l’anima dello spettatore, in una mescolanza totalizzante di sensi e percezioni.

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Gustav Klimt è stato il principale promotore della Sezessionstil. Fin dalle sue prime opere, mostra precisione grafica ed attenzione nei particolari. Le sue rappresentazioni si rifanno inizialmente ad uno stile classico, rinascimentale, che viene riccamente rivisitato e personalizzato. Successivamente, insegue un’espressione che si avvicina alla cultura simbolista europea, per poi giungere alla maturità del suo percorso artistico. E’ con “Giuditta I” che, nel 1901, da’ il via alla sua ricerca stilistica, approdando ad un sinuoso linearismo bidimensionale, arricchito di vivaci decorazioni in stile liberty. L’oro diventa l’espressione principale delle sue opere, corredando lo sfondo coloristico delle sue creazioni.
Con “Giuditta II” termina il periodo aureo, al quale segue un momento di profonda crisi. Klimt abbandona il movimento delle Secessioni, per creare la Kunstschau.
Gli ultimi anni lo vedono sostituire all’oro dei toni particolarmente vivaci ed accesi, probabilmente per l’influenza della pittura espressionista, diffusasi da qualche tempo in Austria.

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Egon Schiele, allievo di Klimt, ricerca nelle sue rappresentazioni un maggiore uso della linea, a scapito del colore. I toni sono spenti, simbolo di profondo disfacimento. I suoi corpi, dai tratti sinuosi, denunciano una imminente decomposizione, un senso di profonda solitudine esistenziale.
La fisicità è distorta, il sesso diventa ossessione, quasi peccato.
Il vuoto intorno è metafora della solitudine dell’uomo, della sua angoscia esistenziale, della continua lotta tra il desiderio di sopravvivenza e la morte imminente. Il tutto crea una forte tensione emotiva nello spettatore, resa più angosciante dalle linee vigorose, taglienti, che acutizzano il disfacimento morale e fisico dei suoi soggetti.
Un’angoscia palese, che farà di Schiele il simbolo del pittore frustrato, in totale contrasto con la società del suo tempo.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Per una comprensione dettagliata e completa del movimento secessionista, vi consigliamo di approfondire la conoscenza del periodo storico e culturale dell’Europa del tempo.

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