Maestro di Varlungo: biografia e dipinti

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Ci sarà sicuramente capitato, sopratutto se siamo degli amanti dell'arte, di voler cercare ulteriori informazioni sulla vita e le opere di alcuni particolari artisti che più ci piacciono. Con l'utilizzo di internet, reperire tutte le informazioni che desideriamo sarà veramente molto semplice. Sul web infatti potremo trovare tantissime guide riguardanti l'artista di nostro interesse, redatte da altri esperti di questo settore che ci aiuteranno a comprendere meglio il pensiero e tutte le opere realizzare dall'artista. Quindi con un semplice computer collegato ad internet, potremo ottenere tutte le informazioni che desideriamo, eseguendo una semplice ricerca su un qualsiasi motore di ricerca. Nei passi successivi, in particolare, vedremo la biografia e i vari dipinti del Maestro di Varlungo.

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Occorrente

  • Leggere con attenzione la guida.
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Il Crocifisso

"Il Crocifisso", attribuito al Maestro, risale con molta probabilità alla fine del tredicesimo secolo. In fase di restauro ne sono state stuccate tutte le fessure. Dopo il trattamento antitarlo, il consolidamento del colore si è passati, poi, alla ripulitura. La croce è delle Scuole Leopoldine, essa mostra un Cristo Patients. Torna il naturalismo nella rappresentazione dei muscoli del corpo, il Cristo appare morto, con occhi chiusi e testa inclinata sulla spalla destra, la posizione è frontale ed eretta. Nella cimasa appare il Redentore mentre le figure di due profeti, probabilmente Isaia e Geremia, si trovano all'estremità dell'asta trasversale. Lateralmente al Cristo, ai suoi fianchi, vi sono la Vergine e San Giovanni (sofferenti e dal capo chinato). Sopra la testa di Gesù abbiamo la scritta INRI. L'opera viene spesso paragonata al crocifisso di San Miniato. Anche in questo caso è forte il richiamo a Cimabue, alle sue croci, nello specifico a quella del Carmine.

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La Madonna con il Bambino

La "Madonna con il Bambino" è tuttora conservata nella chiesa di San Pietro a Varlungo. Si tratta di una tavola del duecento posizionata nel transetto. La tavola fu tagliata lungo i lati (causando la perdita dell'angelo che originariamente si trovava in alto a sinistra), il fondo era abraso e la superficie pittorica mostrava delle lacune in basso a sinistra (reintegrate, in parte, grazie a vari restauri). Il dipinto fu rinvenuto da Guido Carocci nel 1893. Le opere del Maestro di Varlungo sono state oggetto di revisione nel recente 1987- 90, da parte di Tartuferi.

Continua la lettura
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La grande MAestà

La grande "Maestà" (1285 circa), opera frammentaria (oggi conservata al Metropolitan Museum di N. Y.), appare già in profumo di rivoluzione giottesca. Nei primi decenni del secolo scorso era stata collocata presso la Casagrande Serristori. La sua destinazione, in origine, era il territorio di figline. La rappresentazione del Bambino, possente nella tunica, leggera e dallo scollo ampio, presuppone la conoscenza delle robuste figure infantili disegnate da Giotto. Gli aspetti naturalistici ricordano "La Maestà" di Cimabue.

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