Monet: la serie La Cattedrale di Rouen

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Jean Claude Monet è un pittore impressionista che dipinge tutto quello che vede. Qualsiasi artista pittura ciò che guarda, ma la differenza sta proprio nel punto di vista dal quale si osserva. Ogni persona vede le cose in modo diverso, ma i pittori riescono molto bene a proiettare sulla tela quello che viene elaborato dalla propria mente.
Generalmente, un impressionista lavora all'aria aperta e mette sul supporto la sua prima impressione: infatti, non esiste mai un disegno preparatorio. L'artista elabora di getto e Jena Claude Monet desidera dimostrare che il soggetto non è importante. Quello che conta veramente secondo lui sono le emozioni che il pittore riesce a trasmettere con la propria opera e ogni piccolo dettaglio che riesce a percepire e riprodurre nel quadro.
La seguente interessante guida esplicata nei passaggi successivi intende spiegare la serie denominata "La Cattedrale di Rouen".

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Occorrente

  • Libro tematico su Monet e la sua pittura
  • Conoscenze base di storia dell'arte
  • Passione per l'arte
  • Quadro sinottico sull'Impressionismo
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Jean Claude Monet tenta di ottimizzare la propria idea di impressionismo. Per fare questo, compone alcune serie di opere, ciascuna con il medesimo soggetto visto in diversi momenti della giornata, varie condizioni atmosferiche e stagioni differenti. Esempi di queste serie sono "I mucchi di fieno", "La Cattedrale di Rouen" e "Le Ninfee". Esse parlano dello stesso individuo, ma ognuna lo vede con una luce diversa e colori differenti.
Oltre ad avere una funzione d'allenamento, ci si trova davanti ad un concetto importante: l'evoluzione e l'importanza del tempo. Un soggetto viene guardato in modo completamente opposto, in funzione delle condizioni climatiche e degli orari nella giornata. Pensate alla foschia che confonde i lineamenti architettonici oppure al Sole che illumina la Cattedrale di Rouen frontalmente.

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La serie di 31 tele chiamata "La Cattedrale di Rouen" venne definita dai critici del tempo come il culmine dell'impressionismo. Per realizzarla, Jean Claude Monet ha impiegato 3 anni, durante i quali dipinse la luce e i colori della Cattedrale di Rouen quasi denigrando il monumento architettonico.
Inoltre, questo pittore francese sceglie un punto di vista e un'inquadratura che appiattiscono l'architettura e non gli rendono onore. Questo perché, in questo caso, il soggetto non ha la minima importanza. I veri protagonisti sono le radiazioni luminose e le colorazioni, dettate dal tempo e dalle stagioni che trascorrono.

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Monet impiega le tonalità del grigio e del rosa per l’alba, mentre con i toni del blu rappresenta le prime ore del mattino. Il giallo chiaro risulta perfetto per riprodurre la luce del sole, invece l’ocra si presta per i tardi pomeriggi di sole. Infine, con il grigio e il marrone, il pittore va a rappresentare giornate nuvolose.
Come possiamo vedere, per Monet una mattina non è mai uguale ad un’altra. Infatti l’estate è diversa dall’inverno, una mattinata nuvolosa è diversa da una in cui piove.
Il successo di questa grande opera pittorica si spiega dunque con l'incredibile varietà di colori che invadono la tela e rappresentano una parte della giornata in diversi modi.

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Ogni tela è unica perché rappresenta un momento irripetibile, per questo un quadro si può realizzare seguendo diverse modalità, pur mantenendo lo stesso identico soggetto.
È il sole che dipinge il soggetto del quadro con luci e ombre. Esso determina ogni singolo gioco di luce ed ombra.
Il lavoro di Monet è stato piuttosto arduo perché le luci e i colori svanivano velocemente per lasciare spazio ad altri toni. Per poter operare al meglio, Monet utilizzava molte tele per volta, aspettando le giuste luci di un mattino d'inverno, oppure di un afoso pomeriggio estivo.
I tentativi erano numerosi e servivano a capire quale strada intraprendere.
D'altro canto, egli stesso affermava " Più che mai detesto le cose in cui ho successo al primo tentativo".

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