Recitare con il metodo Stanislavskij

Tramite: O2O 03/07/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Il mondo della recitazione è ricco di tecniche più o meno semplici che aiutano gli attori a regalare al pubblico una buona performance. Tra i vari sistemi adottati dagli interpreti di teatro e cinema, figura il metodo Stanislavskij. Si tratta fondamentalmente di uno stile recitativo che si basa sulla psicologia. Esso prende il nome dal suo ideatore, il celebre teorico russo Gentian Stanislavskij, e ad oggi viene considerato il metodo recitativo più efficace in assoluto. Per questo motivo la sua diffusione riguarda anche il mondo del cinema. Ma precisamente di cosa si tratta? Ebbene, lo scopriremo qui di seguito. In questo modo cercheremo anche di capire come si fa a recitare con il metodo Stanislavskij.

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Occorrente

  • Copione da studiare
  • Passione per il teatro
  • Espressività e ottima memoria
  • Tanto esercizio
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L’esercizio della personificazione

La prima fase che ci fornisce l?input per recitare con il metodo Stanislavskij prevede l?esecuzione di due esercizi molto importanti. Stiamo parlando della personificazione e della reviviscenza. Ciascuna esercitazione richiede tanta pratica per un periodo di tempo piuttosto lungo. Partiamo dalla personificazione, la quale comporta un profondo rilassamento muscolare. Quest?azione serve all'attore ad annullare qualunque resistenza fisica. Sciogliersi è fondamentale per calarsi al meglio nella parte. Dopo questo primo step, si passa ad un attento studio dell?impostazione vocale. Pertanto bisogna esercitarsi in maniera scrupolosa sull?espressività facciale e corporea. Quest?ultima è estremamente rilevante, dal momento che l?attore dovrà adattare il proprio viso al personaggio che si accinge ad interpretare.

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L’esercizio della reviviscenza

Come abbiamo appena visto, per recitare con il metodo Stanislavskij è importante concentrarsi sull?espressione facciale sul corpo. L?attenzione è una componente fondamentale da applicare anche alla fase della reviviscenza. Innanzitutto occorre isolarsi totalmente dal mondo esterno, evitando distrazioni di qualunque entità. La reviviscenza altro non è che la lettura del testo e va effettuata in maniera estremamente accurata. Ad essa fanno seguito la suddivisione del copione in sezioni e l?identificazione di una ritmica temporale adeguata. La suddivisione del testo si può applicare seguendo un criterio temporale o logico. Una scelta di questo tipo dipende principalmente dall'importanza delle scene e dagli enunciati. Quando invece si parla dell'identificazione temporale, si fa riferimento alla scorrevolezza di un determinato atto. Una volta portato a termine l?esercizio di reviviscenza, si può iniziare il lavoro vero e proprio sul personaggio da interpretare in scena.

Continua la lettura
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Il concetto di verità e l'immedesimazione nel personaggio

Recitare con il metodo Stanislavskij significa dare importanza al principio cardine di questa teoria, ovvero il concetto di verità. Quest'ultimo va rapportato alla realtà della scena. In altre parole, non conta tanto il recitare bene o male. L'importante è che vi sia un legame profondo con la vita reale. Gli attori dovrebbero dunque farsi portatori di verità con una certa padronanza grazie ad alcuni strumenti specifici, come le "circostanze date" ed "il magico sé". Le "circostanze date" riguardano il background che si sviluppa attorno al personaggio da interpretare. Sono dunque fondamentali la sua collocazione temporale e geografica, il contesto socio-culturale, la vita sentimentale e quella sociale. "Il magico sé", invece, è la domanda che un attore dovrebbe porsi continuamente. "Se io fossi lui davvero, come agirei?". Questa è la domanda principale alla quale occorre fornire una risposta con la propria interpretazione. Secondo Stanislavskij era necessario immedesimarsi profondamente nella parte fino a perdere la propria identità in favore di una buona interpretazione.

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L'impiego della memoria emotiva

Tra i vari esercizi utili a recitare con il metodo Stanislavskij ricordiamo la memoria emotiva. Quest'ultima va esercitata costantemente e in modo attento. Per memoria emotiva Stanislavskij intendeva quell'insieme di ricordi che appartengono all'attore in carne ed ossa. Per interpretare al meglio il personaggio, egli dovrà dunque recuperare le proprie reminiscenze e le emozioni che queste gli hanno suscitato in quel preciso momento e a distanza di tempo. Ad esempio, la morte di un parente o la perdita di un amore dovranno portare l'interprete a scavare nel profondo della propria emotività. Dovrà quindi rievocare emozioni reali, che risultino riconducibili al concetto di verità assoluta esposto in precedenza. Una volta raccolti tutti gli elementi che caratterizzano il metodo Stanislavskij, non rimane che imparare la parte e iniziare a recitare.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Evitare di tralasciare anche uno degli elementi sopra citati.
  • Liberarsi dalle ansie e dai pensieri e calarsi in toto nella parte.
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