Storia della musica: Bob Marley e il reggae

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Introduzione

Bob Marley è stato il pioniere del reggae nel mondo. La sua musica è stata anche il simbolo della conquista dell'indipendenza del suo paese natio, la Giamaica, che in quel periodo era sotto il dominio inglese. Bob Marley è entrato di diritto nella storia della musica, per questo conosciamo meglio non solo la sua vita, ma anche la nascita del reggae.

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Bob Marley, la biografia

Bob Marley, nome d'arte di Robert Nesta Marley, nasce il 6 febbraio del 1945 nel piccolo villaggio di Rhoden Hall, in Giamaica dal capitano della Marina Norval Sinclair Marley e dalla moglie Cedella Booker. Bob Marley con suo padre non ha un bel rapporto, perché decise di abbandonare lui e sua madre quando era ancora molto piccolo. Suo padre muore quando lui compie 10 anni. Dopo la morte del capitano Norval, la mamma decide di trasferirsi, insieme a lui, a Trenchtown, un sobborgo di Kingston, capitale della Giamaica. Trenchtown è nota per le pessime condizioni di vita, nonché per l'alto tasso di criminalità.

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Gli inizi della sua carriera musicale

L'ingresso di Bob nel mondo della musica si deve al vicino di casa Bunny Livingstone. Infatti è proprio lui a insegnarli l'utilizzo di alcuni strumenti a corda. Bunny, tramite la sua radio, gli fa ascoltare il Blues, Ray Charles ed Elvis Presley. Bob e Bunny iniziano a suonare insieme a Joe Higgs, cantante/chittarista giamaicano e devoto del Rastafarianesimo, che influenza in maniera evidente la fede di Bob Marley. Nel 1962 registra da solista i brani "Judge Not" e "One Cup of Coffee", che non ricevono un consenso positivo da parte del pubblico. In un raduno musicale con Joe e Bunny conosce Peter Tosh, cantante e musicista giamaicano, con cui crea la band dei "The Wailing Rudeboys". Nel 1966 il gruppo cambia il nome in "The Wailers" e con l'uscita di Peter Tosh e di Bunny, Bob Marley diventa il leader indiscusso della band.

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La carriera con i The Wallers

Bob Marley diventa il leader dei The Wallers e la nuova band è composta, oltre che da lui, da Chaltron e Aston Barrett, Al Andersonn, Junior Marvin, Alvin Pattersonn e da un gruppo di coriste, tra cui la futura moglie Alphaita Constancia Andersonn, meglio conosciuta da tutti come Rita Marley. Bob, oltre a essere il cantante, è il principale autore dei brani della band, come il primo singolo "Simmer down", "Soul rebel" e "400 Years". Nel 1966 sposa Rita e aderisce definitivamente alla religione rastafariana. Iniziano le collaborazioni, come quella con i "The upsetters" di Lee Perry da cui, in pochissimo tempo, nascono dei brani meravigliosi. Nel 1973 esce il primo vero album dei Wailers, "Catch a Fire", seguito l'anno dopo da "Burnin". In seguito al successo di questo disco, la band si scioglie.

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L'attentato ai danni di Bob Marley e sua moglie

Anche se continua a suonare con il nome di "Bob Marley & the Wailers", la sua carriera da solista parte con il singolo di successo "No woman no cry" contenuto nell'album "Natty Dread". Nel 1976 esce l'album "Rastaman Vibration", che rimane in vetta alle classifiche mondiali per ben 4 settimane. Nello stesso anno, alla vigilia di un concerto organizzato dal leader politico giamaicano Micheal Manley (lo Smile Jamaica Concert), Bob, la moglie Rita e il suo manager Don Taylor vengono aggrediti in casa da un gruppo armato. Tutt'e tre subiscono delle ferite da arma da fuoco. Secondo alcune ipotesi, i malviventi hanno letto la partecipazione di Bob Marley al concerto come una presa di posizione politica. Nonostante ciò, il concerto si svolge regolarmente. Qualche mese dopo, Bob Marley si trasferisce in Inghilterra, dove produce i brani "Exodus" e "Kaya". Qui viene arrestato per possesso di cannabis.

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La malattia e gli ultimi anni di vita

Negli ultimi anni di vita, a seguito di una partita di calcio, subisce una lesione all'alluce. Tuttavia, non si tratta di una semplice ferita, ma di un tumore che richiede l'amputazione del dito infetto. Bob rifiuta questo tipo di intervento e, a causa di questa scelta, il tumore si diffonde sul resto del corpo. Nel 1978 organizza il One Love Peace Concert, un live che si tiene nello stadio di Kingston. Questo concerto rimane nella storia perché il cantante riesce a far stringere la mano ai due rappresentanti politici opposti, che in quel periodo tenevano banco nella guerra civile politica giamaicana. Nel 1979 esce l'album "Survival" e l'anno seguente "Uprising". Nello stesso anno gira il mondo per l'ultima tournée estiva che lo vede, tra l'altro, anche allo stadio San Siro di Milano. Il 23 settembre tiene il suo ultimo concerto a Pittsburgh. Le sue condizioni, intanto, peggiorano sempre di più e l'11 maggio del 1981 Bob Marley muore a Miami, di ritorno dalla Germania, lasciando a suo figlio Ziggy la più grande eredità: "Money can't buy life".

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