Tintoretto: opere e stile

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Introduzione

Jacopo Robusti, veneziano di metà cinquecento, è stato uno dei grandi pittori del Rinascimento italiano: noto al mondo come "il Tintoretto", nome che deve al mestiere del padre, pittore di stoffe, questo artista viene ricordato perché è stato uno dei più grandi esponenti della scuola veneziana del nostro Paese, nonchè precursore dell'arte barocca per l'uso di luce e prospettiva. Per via dell'energia che metteva nel dipingere, Tintoretto è conosciuto anche con il nome del "furioso". Nei passi della seguente guida verrà fatta una breve panoramica riguardante le opere e lo stile di Tintoretto.

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Il tema delle opere

Le opere di questo pittore sono molteplici e celeberrime, e parlano tutte del suo stile innovativo: nel "Miracolo dello schiavo", ad esempio, San Marco interviene nella scena in modo miracoloso per salvare dal supplizio uno schiavo, volando sulla folla sottostante. Il volo in questa opera è visto da dietro, con uno scorcio veramente ardito; per di più, l'utilizzo della luce viene messo particolarmente in risalto attraverso un alone luminoso, che circonda la testa del santo. È proprio per queste prospettive e per l’utilizzo della luce, che Tintoretto può essere considerato un precursore dello stile Barocco.

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La bellezza femminile

Nell'opera di Tintoretto viene spesso messa in risalto anche la bellezza femminile: è il caso della celebre tela "Susanna e i vecchioni", ispirata ad un episodio biblico molto rappresentato dagli artisti di ogni epoca, perché permetteva di rielaborare in chiave erotica un esempio di virtù. Susanna, una donna ebrea, viene sorpresa mentre fa il bagno da due vecchi giudici che la ricattano intimandole di concedersi a loro, pena l'accusa di averla colta in adulterio. Susanna rifiuta, e per questo motivo viene condannata a morte, ma l’intervento miracoloso del profeta Daniele la salva e fa condannare i due calunniatori.

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Lo stile

Per ciò che concerne lo stile, l'impronta di questo pittore è molto diversa rispetto a quella dei suoi predecessori, primo tra tutti il Tiziano: la sua fonte di ispirazione, infatti, non venne solo dalla Laguna veneziana, ma anche dagli artisti tosco-romani, come Michelangelo e Raffaello. Le sue figure, eseguite con sicurezza da maestro, hanno un solido disegno di base che manca agli artisti veneti più classici (come ad esempio il Giorgione, che creava con il colore). Il soprannome di "furioso", tuttavia, gli viene accordato anche per altre sue caratteristiche, come l’utilizzo della prospettiva e della luce.

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