Tiziano: vita e opere principali

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Introduzione

Tiziano Vecellio è il nome completo dell'artista. Membro di stirpe agiata, a dieci anni Tiziano iniziò a manifestare il proprio talento, primo nella sua famiglia a dimostrare un'inclinazione artistica. Per la sua formazione, poteva vantare tutori come Gentile e Giovanni Bellini e attingeva invece, dal contesto culturale veneziano le idee umaniste e di ricerca delle antichità classiche. Cruciale fu l'incontro con Giorgione per la decorazione esterna del nuovo Fondaco dei Tedeschi. Se inizialmente poteva sembrare uno scambio maestro-discepolo, oggi viene invece considerata l'ipotesi di un confronto alla pari di idee creative che porta allo sviluppo della pittura tonale. Ecco la vita e le opere principali di Tiziano.

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Dal 1511 Tiziano inizia i suoi primi lavori autonomi. Raccoglie sempre più successi e diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia, la Serenissima, nel 1516. Lavora anche su commissione per gli Este e i Gonzaga. Nel 1525 sposa Cecilia Soldani, che dopo due figli maschi, muore di parto mentre dà alla luce la terza bambina. Un lutto che segna indelebilmente il pittore al punto di bloccare per qualche mese la sua produzione artistica. Una volta ripreso a dipingere, però, niente lo ferma più. Sempre più osannato come il pittore più celebre del tempo, trascorre qualche anno anche a Roma, lavorando per Papa Paolo III.

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Il distacco da Giorgione, avviene in modo definitivo col quadro "L'Assunta" (1516) dove il pittore dimostra di essere a conoscenza delle tecniche di Raffaello e Michelangelo. La scena risulta infatti teatrale e risente fortemente della monumentalità tipica di Michelangelo. Allo stesso tempo, però si distacca da entrambi per il contrasto tonale dei colori e per l'alternanza di luci e ombre che conferiscono al dipinto un forte senso di teatralità. Di fondamentale importanza è "Pala Pesaro" (1519-1526) innovativa nella posizione del trono su cui siede Maria che si trova ad un lato del dipinto e non al centro. Estremamente realistica è anche la rappresentazione del Bambin Gesù che è intento a giocare col velo della madre e non è invece nella solita posizione solenne.

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La "Pietà" (1575-1576). Come esempio delle ultime opere di Tiziano, propongo questa. Si tratta di un'opera incompiuta che lo stesso artista avrebbe voluto sulla sua tomba, nella basilica dei Frari a Venezia. Quest'opera è la dimostrazione del colore "sfrangiato" tipico proprio delle ultime opere di Tiziano. La teatralità e la momentaneità ricercata dall'autore sono ancora vive e presenti, ma la tavolozza si è appiattita e incupita a simboleggiare lo sconforto visibile anche dalla pennellata che può quasi sembrare "arrabbiata". Negli ultimi anni di vita, infatti, Tiziano vive nella totale disillusione nei confronti degli ideali umanistici che avevano promesso una spiegazione razionale e positiva della vita.

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