Vita e opere di Michelangelo Buonarroti

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Introduzione

Michelangelo Buonarroti, nacque a Caprese nel 1475 e morì a Roma nel 1564. Era un architetto, uno scultore, un pittore ed un poeta. Da Caprese tornò a Firenze con la famiglia e, a tredici anni, entrò come apprendista al Ghirlandaio. Tra le sue opere giovanili si rivela l'influenza di Donatello, come la Madonna della Scala e quella di Jacopo Della Quercia. Da Firenze era andato a Bologna per sfuggire ai giorni neri seguiti alla morte di Lorenzo il Magnifico. Quando tornò, la città era sconvolta dalla predicazione del Savonarola e dei suoi seguaci. Michelangelo si trasferì a Roma e aveva 21 anni e divenne famoso per il Cupido, perfetta imitazione dell'antico, e per il Bacco Ebbro, oggi a Firenze nel Museo del Bargello e nel 1449 eseguì la prima delle sue Pietà. Nel 1501, fu richiamato a Firenze dalla famiglia de Medici e, nel 1504, in un blocco di marmo di Carrara, scartato perché difettoso, scolpì il colossale David dell'Accademia di Firenze. Ecco vita e opere di Michelangelo Buonarroti.

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La Deposizione

In quegli anni dipinse la Deposizione, presente alla National Gallery di Londra, e il tondo con la Sacra Famiglia, commissionato da Angelo Doni. Nel 1504 il governo della nuova repubblica fiorentina gli commissionò un affresco per una parete della Sala del Consiglio a Palazzo Vecchio. Il soggetto doveva commemorare la guerra contro Pisa e Michelangelo scelse un momento della battaglia di Cascina, con un gruppo di soldati sorpresi dal nemico mentre si bagnano, ma non terminò mai il suo lavoro. Nel frattempo fu chiamato a Roma da papa Giulio II che lo aveva incaricato del progetto per la sua tomba, dove vi lavorò per anni, tra mille difficoltà e contraddizioni, partendo da un disegno di straordinario impegno, mai realizzato.

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Cappella Sistina

Avrebbero dovuto farne parte i due Schiavi, eseguiti tra il 1508 e il 1512, che oggi appartengono alle raccolte del Louvre di Parigi. Gli fu affidata, nel 1508 la decorazione della volta della Cappella Sistina. Tornato alla scultura, dovette occuparsi di nuovo della tomba di Giulio II, che terminò nel 1545, con un progetto estremamente ridotto rispetto al primo. Dal 1520, lavorava alla Sacrestia Nuova in San Lorenzo a Firenze, commissionatagli da Clemente VII e che ultimò nel 1535. Intanto, nel 1534, il papa lo aveva incaricato di affrescare anche la parete dietro l'altare della Cappella Sistina, e, nello stesso anno, Paolo III gli confermò con urgenza tale commissione. Questa volta scelse il Giudizio Universale: era ossessionato dagli orrori delle guerre, dalle devastazioni e dai propri personali; in soli sei anni di lavoro riprodusse questo angoscioso stato d'animo con tragica evidenza. Quelle strutture di corpi avvinghiati e distorti nello spazio indicarono la strada a tutto un secolo a venire. Come scultore, aveva prodotto, tra il 1532 e il 1534, i Prigioni dell'Accademia di Firenze, la Pietà di Santa Maria del Fiore, oltre alle figure allegoriche del Giorno, della Notte, dell'Alba e del Tramonto.

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Cupola di San Pietro

Egli continuava a lottare per il riconoscimento del suo lavoro di architetto, perché nonostante la sublime sistemazione della piazza del Campidoglio, i suoi disegni per la Cupola di San Pietro seguitavano a conoscere ogni sorta di ostacoli da parte di critiche ostili in una lotta umiliante. Morta Vittoria Colonna, lavorava sempre più isolato e schivo. Trasportato dopo la morte a Firenze con tutti gli onori, Michelangelo è sepolto nella chiesa di S. Croce. Genio multiforme, tra i maggiori del genere umano, la sua opera sfugge alle classificazioni: è l'opera straordinaria di uno straordinario uomo che negava ogni regola se non quella che "l'uomo deve scoprire e ricercare in sé".

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